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NOTTE DI SAN GIOVANNI 2014

Il comitato organizzativo dell’Accademia del Lampascione

è lieto di invitarVi alla NOTTE di SAN GIOVANNI

organizzata  presso la Fattoria del Villaggio, SS 272 San Severo/San Marco in Lamis, km 6 – 71016 San Severo (FG), per domenica 22 giugno ore 10.30, per la conservazione e promozione della tradizione locale e del patrimonio culturale enogastronomico della Daunia.
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Il 21 giugno è il solstizio d’estate, giorno in cui la primavera finisce e parte meteorologicamente la stagione estiva.

 

La notte più breve dell’anno, però, è quella tra il 23 ed il 24 di giugno, conosciuta come “Notte di san Giovanni” dal nome del Santo che la Chiesa Cattolica festeggia in questa data.

 

Ovunque, ed in particolar modo nelle zone dedite all’agricoltura, come la nostra, il sole è un elemento fondamentale per il buon andamento dei raccolti, e di conseguenza delle entrate economiche utili per tutto l’anno.
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Nelle società passate era, dunque, normale festeggiare un giorno così “soleggiato”.

 

In questo giorno venivano raccolte le noci, ancora acerbe, per preparare il nocino, oppure le erbe medicinali più usate come l’aglio, la verbena, la ruta e l’iperico o ancora quelle aromatiche come l’alloro, il rosmarino, la mentuccia e la cipolla.

 

La raccolta delle noci per l’omonimo liquore avviene ancora oggi abitualmente

 attorno al 20 di giugno, periodo che, secondo gli erboristi, risulta “balsamico”:

la noce si trova nel suo momento migliore con i profumi derivanti

 dalla maggior presenza di linfa, oli e vitamine.

 
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La tradizione vorrebbe per questa notte l’accensione di falò e l’uso dell’acqua (particolare valore ha anche la rugiada ) di san Giovanni, entrambi come mezzo per purificare la terra e gli spiriti.

La cosiddetta “acqua di san Giovanni” è un elemento unificatore di molte tradizioni regionali d’Italia, e, in base alla zona che si prende in esame, cambiano le erbe da utilizzare e gli scopi specifici.

In linea di massima le erbe ed i fiori che devono essere usati sono: lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino. Queste erbe immerse in fusione nell’acqua tutta la notte, si diceva che dessero poteri “abbellenti” e che le donne che la usavano la mattina successiva per lavarsi diventavano più affascinanti e più “resistenti” alle malattie.
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L’aglio, invece, serve anche per aggiudicarsi una porzione di fortuna: “ Chi non compra l’aglio di San Giovanni conta la sfortuna tutti gli anni”. La medicina popolare ne consiglia l’uso per malati di petto, asma, reumatismi, debolezza, impotenza, difficoltà digestive e vermi. La sua storia, però, affonda le radici molto in là negli anni, addirittura la sua prima presenza risale alla costruzione della prima piramide (terza dinastia) quando pare che ogni lavorante dovesse portare con sé e mangiare una dose d’aglio al giorno per mantenere forza e salute. 

 

Negli ultimi anni a Fabriano, con erbe tipiche della tradizione, producono

la carta di san Giovanni, mescolando fiori e foglie alla cellulosa.

 

In passato, seguendo la tradizione magica di questa notte, si era soliti mangiare le lumache, nella loro interezza (comprese le corna), perché mangiare queste, simbolo di discordia e preoccupazioni, equivaleva ad annullare tutte le avversità a venire, così come si coglieva l’occasione per mettere un ramo di felce in casa con la speranza di aumentare i guadagni e un rametto di erbe tipiche sotto il cuscino per avere sogni premonitori.
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Il valore di alcune di queste erbe è oggi riconosciuto da parte del mondo medico,

tanto che l’iperico (hypericum perforatum) è oggi usato contro forme lievi di depressione.

Un articolo su “La Repubblica” parla proprio di questa erba di san Giovanni, definendola un NOZAC, contrapposto, quindi, al PROZAC, antidepressivo molto in voga in questi anni.

 

La notte di san Giovanni, dunque, da qualsiasi punto la si veda, meteorologico, tradizionale o erboristico, è un’ottima occasione per stare all’aperto, possibilmente in campagna, e approfittare delle giornate più lunghe.
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Vi invitiamo, dunque, domenica 22 giugno dalle ore 10.30 presso la Fattoria del Villaggio.

Tra fuoco e tradizione, sveleremo la storia di questa notte magica, i suoi perché naturali e culturali e insieme raccoglieremo le erbe. Concluderemo la serata con i piatti vincitori del concorso “Piatti tipici locali sul GRANO”.

 

Ti aspettiamo!

 

Armando Niro

www.fondazioneterramia.org

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