Notte di San Giovanni

Il 21 giugno è il solstizio d’estate, giorno in cui la primavera finisce e parte meteorologicamente la stagione estiva.                                                                                          La notte più breve dell’anno, però, è quella tra il 23 ed il 24 di giugno, conosciuta come “Notte di san Giovanni” dal nome del Santo che la Chiesa Cattolica festeggia in questa data. Ovunque, ed in particolar modo nelle zone dedite all’agricoltura, come la nostra, il sole è un elemento fondamentale per il buon andamento dei raccolti, e di conseguenza delle entrate economiche utili per tutto l’anno.                                                                                                 Nelle società passate era normale festeggiare un giorno così “soleggiato”.

In questo giorno vengono raccolti erbe e fiori e nello specifico: lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino. Queste erbe immerse in fusione nell’acqua tutta la notte, si diceva che dessero poteri “abbellenti” e che le donne che la usavano la mattina successiva per lavarsi diventavano più affascinanti e più “resistenti” alle malattie.

L’aglio, invece, serve anche per aggiudicarsi una porzione di fortuna: “ Chi non compra l’aglio di San Giovanni conta la sfortuna tutti gli anni”.

In alcune zone d’Italia, proprio in questa giornata si stringevano rapporti forti quanto una parentela ma non dovuti al sangue e alla discendenza, ma desiderati, fortemente voluti per sottolineare un rapporto basato sulla reciproca fiducia e disponibilità. Chi si scambiava questi “doni” diveniva compare di san Giovanni.

E in questo spirito di fratellanza, ogni anno anche noi ricordiamo e festeggiamo la “Notte di San Giovanni”.